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Canzoni Campeggio

Canzoni Chadarochel:

UN BEL VENERDI’

Un bel venerdì dopo la scuola, camminava per strada con la Co-­‐ ca-­‐Cola era una sola, era appena stappata, è arrivato in Ken… Ce la siamo scolata!

Cosi comincia il socialismo la no-­‐ stra alternativa al qualunquismo. Era tutto legato, frustrato e scon-­‐ tento, non ne poteva più di que-­‐ sto rompimento, era scritto sui muri, l’ha gridato più forte:

io con l’Hashomer… ci sto fino alla morte!

Cosi comincia l’ebraicità, anche se scomunicati dalla comunità; fuori aveva imparato ad avere pazien-­‐ za, non è certo facile la differenza, era ebreo però non sapeva che di-­‐ re, è arrivato in Ken… Ha iniziato a capire.

Così comincia l’ebraicità, ci si può scatenare sull’identità; ma lascia stare l’identità, ci sono altre que-­‐ stioni da risolvere qua, il proble-­‐ ma era grosso, il portafoglio s’ammoscia, si può mica partire… con due-­‐tremila lire.

Così si parte per il campeggio, se facciamo il bilancio non è mai il pareggio. Dopo tanti anni di attivi-­‐ tà dico mi faccio i sei mesi o me ne resto qua, il problema era grosso, non ancora risolto: scusa senti papà! Posso fare l’Alya? Scu-­‐ sa senti papà! Posso fare l’Alya?

Scusa senti papààà, posso fare l’Alyaaaa?

 

STORIA DI UN GRAN MOVIMENTO

Questa è la storia di un gran mo-­‐ vimento, Hashomer Hashomer Hatzair! Questa è la storia di tanti anni in Italia, forza Hashomer sempre avanti così!

Hashomer Hatzaair

Kol echad makir, ve kol echad makir

Bakibbutz, bair, atnuà ishi! Hashomer Hatzair!

Canzoni Mifkad’esh:

HATIKVA

Kol od baleivav p’nimah

Nefesh Yehudi homiyah

Ulfa’atey mizrach kadimah

Ayin l’Tzion tzofiyah

Od lo avdah tikvateinu

Hatikvah bat shnot alpayim:

L’hiyot am chofshi b’artzenu –

Eretz Tzion v’Yerushalayim

 

L’INTERNAZIONALE

Compagni, avanti! Il gran Partito noi siamo dei lavorator.

Rosso un fiore in noi è fiorito e una fede ci è nata in cuor.

Noi non siamo più nell’officina, entro terra, nei campi, al mar, la plebe sempre all’opra china senza ideale in cui sperar.

Su lottiam

L’Ideale nostro alfine sarà,

l’Internazionale, futura umanità!

Su lottiam!

L’Ideale nostro alfine sarà,

l’Internazionale,     futura umanità

Un gran stendardo al sol fiammante innanzi a noi glorioso va,

noi vogliamo per esso giù infrante le catene alla libertà!

Che giustizia venga, noi vogliamo non più servi, non più signor! Fratelli tutti esser vogliamo

nella famiglia del lavor.

Su lottiam…

Lottiam, lottiam, la terra sia di tutti eguale proprietà,

più nessuno nei campi dia l’opra ad altri che in ozio sta. E la macchina sia alleata

non nemica ai lavorator; così la vita rinnovata all’uom darà pace edamor!

Su lottiam…

 

FISCHIA IL VENTO

Fischia il vento e infuria la bufera, scarpe rotte e pur bisogna andar   a conquistare la rossa primavera dove sorge il sol dell’avvenir.

A conquistare…

Ogni contrada è patria del ribelle, ogni donna a lui dona un sospir, nella notte lo guidano le stelle, forte il cuor e il braccio nel colpir. Nella notte…

Se ci coglie la crudele morte,

dura vendetta verrà dal partigian; ormai sicura è già la dura sorte   del fascista vile e traditor.

Ormai sicura…

Cessa il vento, calma è la bufera, torna a casa il fiero partigian, sventolando la rossa sua bandie-­‐ ra;

vittoriosi, al fin liberi siam! Sventolando..

CONTESSA

Che roba Contessa all’industria di Aldo
han fatto uno sciopero quei quattro ignoranti
volevano avere i salari aumentati
gridavano, pensi, di essere sfruttati
e quando è arrivata la polizia
quei quattro straccioni han gridato più forte
di sangue han sporcato il cortile e le porte
chissà quanto tempo ci vorrà per pulire.”

Compagni dai campi e dalle officine
prendete la falce portate il martello
scendete giù in piazza picchiate con quello
scendete giù in piazza affossate il sistema.

Voi gente per bene che pace cercate
la pace per far quello che voi volete
ma se questo è il prezzo vogliamo la guerra
vogliamo vedervi finir sotto terra
ma se questo è il prezzo l’abbiamo pagato
nessuno più al mondo deve essere sfruttato.

“Sapesse Contessa che cosa m’ha detto
un caro parente dell’occupazione
che quella gentaglia rinchiusa là dentro
di libero amore facea professione.
Del resto mia cara di che si stupisce
anche l’operaio vuole il figlio dottore
e pensi che ambiente che può venir fuori
non c’è più morale, Contessa.”

Se il vento fischiava ora fischia più forte
le idee di rivolta non sono mai morte
se c’è chi lo afferma non state a sentire
è uno che vuole soltanto tradire
se c’è chi lo afferma sputategli addosso
la bandiera rossa gettato ha in un fosso.

Voi gente per bene che pace cercate
la pace per far quello che voi volete
ma se questo è il prezzo vogliamo la guerra
vogliamo vedervi finir sotto terra
ma se questo è il prezzo l’abbiamo pagato
nessuno più al mondo deve essere sfruttato.

Ma se questo è il prezzo l’abbiamo pagato
nessuno più al mondo deve essere sfruttato.

BELLA CIAO

Una mattina mi son svegliato

O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao

una mattina mi son svegliato e ho trovato l’invasor.

 

O partigiano portami via

O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao

o partigiano portami via che mi sento di morir.

 

E se io muoio da partigiano

O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao

e se io muoio da partigiano   tu mi devi seppellir

 

Seppellire lassù in montagna

O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao

Seppellire lassù in montagna sotto l’ombra di un bel fior

 

E le genti che passeranno

O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao

e le genti che passeranno mi diranno che bel fior

 

Questo è il fiore del partigiano O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao

questo è il fiore del partigiano morto per la libertà

 

YACHAD

Yachad -­‐

lev el lev niftach venir’eh, t’aor shebashamayim Yachad -­‐

lev el lev niftach betikva -­‐ la’aha-­‐ va.

Ech shehalev niftach chovek yad la’olam Uvikria gdola

nashir la’ahava.

Imru hakol efshar, ze lo meuchar, Hashachar kvar ala, ze zman le’ahava.

Yachad -­‐

lev el lev niftach venir’e, t’aor shebashamayim Yachad -­‐

lev el lev niftach betikva -­‐ la’aha-­‐ va.

Verak im na’amin, uvli shum da’awin, Baderech   ha’ola, ze shir la’ahava.

 

SHIR LA SHALOM

Tnu lashemesh la’alot laboker le’ha’ir Hazaka shebatfilot otanu lo tachzir

Mi asher kava nero u’ve’Afar nitman Bechi mar lo ya’iro lo yachziro le’chan Ish otanu lo yashiv mibor tachtit a’fel -­‐ kan lo yo’ilu -­‐

lo simchat hanitzachon Velo shirei hallel

Lachen rak shiru shir lashalom al tilhashu tfila

lachen rak shiru shir lashalom bitze’aka gdola

Tnu lashemesh lachador miba’ad laprachim

al tabitu le’achor hanichu la’holchim S’u eina’yim betikva lo derech kavanot shiru shir la’ahava velo lamilchamot

Al tagidu yom yavo havi’u et hayom -­‐ ki lo chalom hu -­‐ uve’chol hakikarot hari’u rak shalom

GLI ANNI

Stessa storia, stesso posto, stesso bar
stessa gente che vien dentro consuma e poi va
non lo so che faccio quì
esco un pò
e vedo i fari delle auto che mi
guardano e sembrano chiedermi chi cerchiamo noi
Gli anni d’oro del grande Real
gli anni di Happy days e di Ralph Malph
gli anni delle immense compagnie
gli anni in motorino sempre in due
gli anni di che belli erano i film
gli anni dei Roy Rogers come jeans
gli anni di qualsiasi cosa fai
gli anni del tranquillo siam qui noi
siamo qui noi
Stessa storia, stesso posto, stesso bar
una coppia che conosco ci avrà la mia età
come va
salutano
così io
vedo le fedi alle dita di due
che porco giuda potrei essere io qualche anno fa
Gli anni d’oro del grande Real
gli anni di Happy days e di Ralph Malph
gli anni delle immense compagnie
gli anni in motorino sempre in due
gli anni di che belli erano i film
gli anni dei Roy Rogers come jeans
gli anni di qualsiasi cosa fai
gli anni del tranquillo siam qui noi
siamo qui noi
siamo qui noi
Stessa storia, stesso posto, stesso bar
stan quasi chiudendo
poi me ne andrò a casa mia
solo lei
davanti a me
cosa vuoi
il tempo passa per tutti lo sai
nessuno indietro lo riporterà neppure noi
Gli anni d’oro del grande Real
gli anni di Happy days e di Ralph Malph
gli anni delle immense compagnie
gli anni in motorino sempre in due
gli anni di che belli erano i film
gli anni dei Roy Rogers come jeans
gli anni di qualsiasi cosa fai
gli anni del tranquillo siam qui noi
siamo qui noi
siamo qui noi

NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI

Io mi ricordo, quattro ragazzi con la chitarra
E un pianoforte sulla spalla
Come pini di Roma, la vita non li spezza,
Questa notte è ancora nostra
Come fanno le segretarie con gli occhiali a farsi sposare dagli avvocati?
Le bombe delle sei non fanno male,
È solo il giorno che muore, è solo il giorno che muore
Gli esami sono vicini, e tu sei troppo lontana dalla mia stanza
Tuo padre sembra Dante e tuo fratello Ariosto,
Stasera al solito posto, la luna sembra strana
Sarà che non ti vedo da una settimana
Maturità ti avessi preso prima,
Le mie mani sul tuo seno, è fitto il tuo mistero
Il tuo peccato è originale come i tuoi calzoni americani,
Non fermare ti prego le mie mani
Sulle tue cosce tese chiuse come le chiese,
Quando ti vuoi confessare
Notte prima degli esami, notte di polizia
Certo qualcuno te lo sei portato via
Notte di mamma e di papà col biberon in mano,
Notte di nonno alla finestra, ma questa notte è ancora nostra
Notte di giovani attori, di pizze fredde e di calzoni,
Notte di sogni, di coppe e di campioni
Notte di lacrime e preghiere,
La matematica non sarà mai il mio mestiere
E gli aerei volano in alto tra New York e Mosca,
Ma questa notte è ancora nostra, Claudia non tremare
Non ti posso far male, se l’amore è amore
Si accendono le luci qui sul palco
Ma quanti amici intorno, mi viene voglia di cantare
Forse cambiati, certo un po’ diversi
Ma con la voglia ancora di cambiare,
Se l’amore è amore, se l’amore è amore,
Se l’amore è amore, se l’amore è amore,
Se l’amore è amore

LA GUERRA DI PIERO

Dormi sepolto in un campo di grano
non è la rosa non è il tulipano
che ti fan veglia dall’ombra dei fossi
ma son mille papaveri rossi

lungo le sponde del mio torrente
voglio che scendano i lucci argentati
non più i cadaveri dei soldati
portati in braccio dalla corrente

così dicevi ed era inverno
e come gli altri verso l’inferno
te ne vai triste come chi deve
il vento ti sputa in faccia la neve

fermati Piero , fermati adesso
lascia che il vento ti passi un po’ addosso
dei morti in battaglia ti porti la voce
chi diede la vita ebbe in cambio una croce

ma tu no lo udisti e il tempo passava
con le stagioni a passo di giava
ed arrivasti a varcar la frontiera
in un bel giorno di primavera

e mentre marciavi con l’anima in spalle
vedesti un uomo in fondo alla valle
che aveva il tuo stesso identico umore
ma la divisa di un altro colore

sparagli Piero , sparagli ora
e dopo un colpo sparagli ancora
fino a che tu non lo vedrai esangue
cadere in terra a coprire il suo sangue

e se gli sparo in fronte o nel cuore
soltanto il tempo avrà per morire
ma il tempo a me resterà per vedere
vedere gli occhi di un uomo che muore

e mentre gli usi questa premura
quello si volta , ti vede e ha paura
ed imbracciata l’artiglieria
non ti ricambia la cortesia

cadesti in terra senza un lamento
e ti accorgesti in un solo momento
che il tempo non ti sarebbe bastato
a chiedere perdono per ogni peccato

cadesti interra senza un lamento
e ti accorgesti in un solo momento
che la tua vita finiva quel giorno
e non ci sarebbe stato un ritorno

Ninetta mia crepare di maggio
ci vuole tanto troppo coraggio
Ninetta bella dritto all’inferno
avrei preferito andarci in inverno

e mentre il grano ti stava a sentire
dentro alle mani stringevi un fucile
dentro alla bocca stringevi parole
troppo gelate per sciogliersi al sole

dormi sepolto in un campo di grano
non è la rosa non è il tulipano
che ti fan veglia dall’ombra dei fossi
ma sono mille papaveri rossi.

L’ISOLA CHE  NON C’E’

Seconda stella a destra
questo è il cammino
e poi dritto, fino al mattino
poi la strada la trovi da te
porta all’isola che non c’è

Forse questo ti sembrerà strano
ma la ragione
ti ha un po’ preso la mano
ed ora sei quasi convinto che
non può esistere un’isola che non c’è

E a pensarci, che pazzia
è una favola, è solo fantasia
e chi è saggio, chi è maturo lo sa
non può esistere nella realtà

Son d’accordo con voi
non esiste una terra
dove non ci son santi né eroi
e se non ci son ladri
se non c’è mai la guerra
forse è proprio l’isola
che non c’è, che non c’è

E non è un’invenzione
e neanche un gioco di parole
se ci credi ti basta perché
poi la strada la trovi da te

Son d’accordo con voi
niente ladri e gendarmi
ma che razza di isola è?
Niente odio e violenza
né soldati né armi
forse è proprio l’isola
che non c’è, che non c’è

Seconda stella a destra
questo è il cammino
e poi dritto, fino al mattino
non ti puoi sbagliare perchè,
quella è l’isola che non c’è

E ti prendono in giro
se continui a cercarla
ma non darti per vinto perché
chi ci ha già rinunciato
e ti ride alle spalle
forse è ancora più pazzo di te